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Present

L’anno è quasi finito, Natale è passato, io non scrivo da un mese perchè sono la solita pesaculo e quindi con un ritardo mostruoso vi faccio il mio regalo di Natale e vi mostro le foto di un posto fantastico.

Di quale posto sto parlando vi chiedete? Della magnifica e splendida Heiankyo che ora tutti conosciamo come Kyoto. Credo poche persone al mondo non abbiano mai sentito nominare questa città, ma sono sicura che solo chi c’è stato ne capisce la magica atmosfera. Kyoto infatti è forse la cittá con più “storia” del Giappone intero. Antica capitale dell’impero conserva tutt’ora un fascino mistico diviso tra luoghi da sogni e templi con cosí tanti anni sulle spalle da farvi dubitare siano davvero reali.

Sono andata a Kyoto all’inizio di dicembre assieme a mio marito per il nostro anniversario, ma devo dire che non era la prima volta che visitavo la città, anzi precisamente era la terza, quindi alcune, molte cose, erano viste per “l’ennesima volta” ma sono state comunque bellissime!

È stato un viaggio breve ma piacevole, accompagnato da bel tempo. Un fine settimana iniziato bene anche grazie all’hotel (bellissimo!) in cui la finestra della nostra camera dava direttamente sull’higashi honganji, gigantesco tempio che assieme allo speculare Nishi Honganji è a protezione delle entrate della città. È una di quei templi dall’aspetto semplice e austero che lasciano letteralmente senza fiato.

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Noi siamo arrivati in mattinata e dato che il nostro check in realtà era previsto nel primo pomeriggio, la mattina ce la siamo trascorsa visitando forse uno dei luoghi che adoro di più a Kyoto. Il Kinkakuji, o padiglione d’oro. Reliquiario della famiglia di shogun Ashikaga, è come suggerisce il nome completamente ricoperto in foglia d’oro e vi assicuro che quando il sole lo illumina e brilla come un gioiello sul piccolo lago su cui sorge, è difficile credere che sia reale! Se trovate una bella giornata di sole come noi qualsiasi foto viene bella come una cartolina!

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All’interno del parco retrostante il kinkakuji ho perfino assaggiato matcha (the verde) e dolcetti ripieni alla marmellata di fagioli rossi. Odio entrambi, profondamente e non so come ho fatto a sopravvivere xD

Ovviamente essendo a Kyoto non potevamo non visitare il Kiyomizu dera, o tempio dell’acqua pura. Una delle sette meraviglie del mondo moderno, all’interno trovate una fonte (quella dell’acqua pura appunto) e se riuscite a berne l’acqua vivrete per anni di ottima salute 😉 scusate se non ho la foto ma la gente era veramente troppa xD ed avrei dovuto uccidere qualcuno per scattarla!

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In compenso vi metto un paio di foto del light notturno, evento speciale dato che i templi in Giappone chiudono alle cinque di pomeriggio e di sera non sono visitabili 😉

Personalmente questo primo giorno di vacanza ho vissuto l’esperienza più bella di tutto il viaggio quando, dopo anni di studio, ho finalmente visitato l’unico tempio della città che ancora mi mancava e che disperatamente volevo vedere. Il Sanjusangendo, tempio delle mille statue. È un tempio relativamente piccolo e dalla struttura soprattutto allungata. A vederlo da fuori non ha nulla di speciale, ma la vera e propria bellezza è dentro. Basta infatti mettere piede nel tempio per trovarsi subito davanti a ben 1000 statue della dea Kannon (dea/dio della misericordia e Avalokiešvara in sanscrito), statue che danno il nome al posto stesso, e che sono tutte ricoperte in oro ed ognuna diversa dall’altra. Regna un silenzio magnifico dentro e camminare per quel lungo corridoio è mistico. Purtroppo all’interno non è possibile far foto, quindi non posso mostrarvelo, ma vi consiglio di andarci se capiterete a Kyoto. Io ci tornerei altre mille volte.

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Il primo giorno si è quindi concluso con una scarpinata epocale e la voglia di dormire fino al pomeriggio del giorno successivo, ma al contrario dei miei desideri il secondo giorno di viaggio è iniziato prestissimo. Fashion colazione all’hotel, check out e via verso la famosa (a quanto pare xD) Arashiyama. Quindi, sempre passeggiando ci siamo goduti una bella foresta di bambù e il fiume su cui scivolano lente le barche.

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Bello ma…e si qui arriva il ma xD sinceramente è l’unica cosa che ha deluso entrambi. Io sono assolutamente sicura che per chi viene in Giappone per la prima volta è un posto che resta nel cuore perchè particolarmente “nipponico”, ma per me che vivo qua sinceramente non ha quasi avuto fascino. La foresta di bambù poco lontano dalla casa d’infanzia di mio marito a mio parere è più bella, quindi personalmente no, non credo tornerò mai ad Arashiyama xD ma consiglio di visitarla se è il vostro primo viaggio a Kyoto!!

Alla fine noi ci siamo anche addentrati in Gyon, quartiere centrale della città famoso per il matsuri estivo e per le case da the, sperando di poter vedere maiko (le giovani geisha) che si recavano al lavoro, ma ahimè non siamo stati fortunati e ce ne siamo quindi tornati a casa distrutti xD ma in fin dei conti felici di questo primo viaggio assieme nell’antica capitale del Giappone.

Vi consiglio di andare a Kyoto e visitarla con calma se venite? Si assolutamente, è un posto che va visto, che va vissuto almeno un minimo, quindi andate, andate, andate!!

Intendo tornare a Kyoto con mio marito a breve? Non credo proprio xD è una bellissima città ma 3 volte bastano e se devo ritrovarmi ancora una volta circondata solo e soltanto da cinesi, con giapponesi che si sorprendo di sentir parlare la propria lingua nel proprio paese, scelgo un altro posto xD Mannaggia la peppa quanti cinesi c’erano!!! ♡

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フランスパン

Oggi torniamo nell’angolo cucina del mio blog :). Infatti l’altro giorno facendo una passeggiata con mio marito ho trovato, in uno dei miei negozi preferiti, la farina per il pane alla francese ed ho deciso di provare!!

Ecco quindi qui la ricetta!

  • 300 di farina da pane francese (o farina semi-forte)
  • 195 ml di acqua fredda
  • 5 gr di zucchero
  • 5 gr di sale
  • 4 gr di lievito secco di birra
  • un pò di normale farina.

 

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Procedimento:

Premetto che questa ricetta richiede la macchina del pane 🙂 quindi mettete tutti i vostri ingredienti nel cestello e selezionate il programma per l’impasto del pane.

Quando il programma sarà terminato, riprendete la vostra bella pagnotta e lavoratela un pò per far uscire il gas, lasciandola poi riposare per circa 15 min.

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Impostate il programma per la lievitazione nel vostro forno. Se non lo avete, scaldate il forno fini a fargli raggiungere una temperatura di circa 35º. Riprendete la boule dove avete poggiato la vostra pagnotta e togliendo il pane, ricoprite la boule di farina.

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Rimettete la pagnotta al suo posto e fate lievitare in forno (ovviamente spento per circa 40 minuti). Una volta terminata anche questa lievitazione, tirate fuori la boule, poggiate sul retro della pagnotta un foglio di carta da forno e voltate la boule per far cadere la pagnotta. Cercate di non toccarla con le mani per evitare che perda la forma. Avendo in precedenza infarinato tutto, non dovrebbe avere problemi a staccarsi.

Scaldate il forno a 250º per circa 5 min, abbassate  230º per altri 5 min. Nel frattempo praticate sulla pagnotta, con un coltello liscio, dei tagli a formare una croce abbastanza profondi.

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Infornate quindi a 200º, a forno caldo, per 10 min e subito dopo a 220º per altri 10-15 min. Lasciate freddare e gustate 😉

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Bon apetit ♡

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紅葉 (foglie rosse)

Ci sono quei momenti in cui mi piglia il blocco dello scrittore e non riesco a buttare giù neanche la lista della spesa e quelli in cui scriverei un libro in tipo 3 giorni (teorici ovviamente). Beh, questo fine settimana è uno di quelli pieni di ispirazione. Ed ecco qui il secondo post 😀

All’inizio mi ero quasi detta che avrei cercato di non creare una guida perchè in giro ce ne sono a bizzeffe, ma quando si visita un luogo davvero bello è normale desiderare di farlo conoscere. Per questo oggi parliamo di colori.

Chi infatti conosce il Giappone, chi ci è stato, chi vorrebbe venirci, sa che questo paese è fatto di colori. Il rosa della primavera, il verde dell’estate e lo splendido rosso dell’autunno. Il rosso delle foglie di momiji, gli aceri giapponesi,  che come nuvole di fuoco colorano gran parte del paese.

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Uno spettacolo da vedere, da vivere e da provare! Oggi io l’ho provato in un parco davvero bellissimo anche se non grande. Ovviamente parlo sempre delle zone attorno a Nagoya, dato che è la città in cui vivo. Il parco in questione si chiama Iwayadou koen (koen è la parola giapponese per parco ;D) ed è a circa un’ora d’auto da Nagoya. Essendo questa appunto la stagione delle foglie rosse, nel fine settimana è sicuro che vi ritroviate in mezzo ad un mare di gente, ma questo non pregiudicherà la vostra visita ;).

Una volta arrivati a guardarsi attorno sembra più di star camminando per una lunga strada di bosco e la natura tutta intorno fa sentire bene, rigenera appena.

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Circondati da alberi di acero e da tante altre piante, ovviamente come ogni luogo naturale giapponese, vi troverete davanti i soliti piccoli templi di legno in cui soffermarsi a pregare, o a fare foto come ho fatto io! 😀 Ce ne sono un pò di ogni tipo. Riguardo questi templi, inoltre, una piccola curiosità. Quasi all’ingresso del parco, in cima ad una ripida scaletta di pietra c’è un tempio in cui è possibile fare offerte votive. Accanto alla struttura principale trovate una piccola statua di quello che sembra un Jizo seduto (non ho potuto far foto mi spiace D:), provate a sollevarla, esprimete un desiderio dopo averla rimessa giù e provate nuovamente a sollevarla, se la trovate più leggera di prima significa che il vostro sogno di avvererà!! Interessante no? 😉

Beh oltre questo non ho molto da dire. È un parco in cui si cammina, cui ci si immerge nella natura e nel silenzio. I soli rumori, oltre alle voci della gente intorno a voi, sono quelli delle acque di un ruscello che scorre in mezzo al parco. Se poi il vostro fisico è particolarmente allenato e se vi piace l’avventura, arrivando fino in cima alla montagna, potrete anche vedere quasi tutta Nagoya. Certo non sarà come vedere Firenze dall’alto, ma anche qua ha il suo perchè! 😉

Vi lascio qua un pò di foto per mostrarvi la bellezza del posto e per invitarvi, ancora una volta a godervi il rosso delle foglie d’autunno, il rosso del Giappone dei momiji 😉

alla prossima ♡

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Meiji mura

Rieccomi qui dopo un pò di tempo. Mi scuso davvero per il ritardo, ma ultimamente ho avuto un pò da fare, poca ispirazione e zero argomenti di cui parlare. Tutto assieme!! Per fortuna però si è presentata nella mia mente quella storia che voglio assolutamente condividere con voi, ed eccomi di nuovo qui. Di cosa parliamo oggi? Di un posto davvero affascinante.

La scorsa domenica sono infatti stata, assieme a mio marito e a due nostri amici, a Meiji Mura o villaggio Meiji. Piccola perla incastonata tra le montagne, sulla sponda di un lago, è quello che viene un pò considerato un parco a tema. Senza giostre ovvio, ma solo un enorme bosco in cui rivivere l’atmosfera del periodo Meiji, ovvero l’inizio del 20º secolo, visitando riproduzioni di famosi edifici sparsi in tutto il Giappone.

Noi siamo andati in macchina, partenza stabilita verso ora di pranzo. Siamo arrivati dopo una strada tutt’altro che semplice. Una di quelle tipiche stradine di montagna scavate tra gli alberi e giá lì sentivo sarebbe stato fantastico! C’era parecchia gente ed era davvero una bellissima giornata, una di quelle fresche e che ti fanno venire voglia di passeggiare! Gli aceri tinti di rosso presenti ovunque rendevano il tutto anche più bello. Ho scoperto parlando con la mia amica che sembra che Meiji Mura sia stato aperto negli anni ’60 e che quindi ormai abbia mezzo secolo, ma vi giuro che a camminarci non sembra affatto!!

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Appena arrivati e dopo aver fatto il biglietto, ci siamo ritrovati davanti ad una piccola stazione con treno a vapore, uno dei vecchi treni di un tempo.

Che fai, non sali? Ci siamo detti e quindi, in breve tempo siamo andati dalla stazione di Tokyo fino a Nagoya! Si, una delle particolaritá del parco è quella di essere diviso per città. Così mentre camminate potete trovarvi davanti ad edifici di Nagoya,  Kobe etc etc. Ci sono ricostruzioni davvero splendide. Abbiamo visitato una vecchia caserma e scuola militare ed un vecchio ospedale. Ci siamo anche fermati in una chiesa enorme, capite?? Una vera chiesa!! Dedicata a Francisco Javier, gesuita spagnolo fautore dell’evangelizzazione del Giappone. È stato stranissimo entrarci! Mi è sembrato per un attimo di tornare in Italia!! 😀

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Se invece siete tipi più interessati alla vita comune, potete anche visitare antiche ville di quel periodo, di stile giapponese o più occidentalizzate! Davvero piccoli gioielli da imprimersi nella mente.

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Noi abbiamo camminato un sacco, quindi non ho fotografato moltissimo, avrei preferito fare più foto in effetti! Come ho giá detto non ci sono attrazioni, sono presenti solo luoghi da visitare, ma senza nessun problema ci si può davvero passare un pomeriggio intero!! Al momento è anche in corso un quiz game in stile caccia al tesoro ispirato a famosi personaggi di era Meiji, ma non essendo io giapponese, abbiamo preferito non tentare per non rischiare di rimanere lì all’infinito!!

Ad ogni passo mi sembrava quasi di essere in un Giappone che non c’è più. Ho visto l’antico treno utilizzato dall’imperatore ed ho sentito quel profumo di passato che mi piace tanto! Era come vivere un piccolo sogno nascosto nel bosco.

Ovviamente se dovesse venirvi fame mentre siete lì,  avete tantissimo per poter mangiare. Noi, dato che la mia amica voleva mangiarne disperatamente, abbiamo cercato per quasi tutto il pomeriggio uno stand di corokke (o crocchette). Dopo ore avevamo quasi rinunciato, ma all’improvviso ce lo siamo ritrovato davanti e ci siamo letteralmente fiondati a comprarle! Assolutamente fantastiche!!!

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La mia crocchetta con crema di gamberi 😀

Per quel che mi riguarda uno dei momenti più belli ed interessanti è sicuramente stato la sera! Avevamo una mappa per girare il parco, ma in 4 eravamo assolutamente incapaci a leggerla. Quindi dopo aver camminato per ore, per ritrovare la strada per l’uscita abbiamo finito per fare il giro lungo del giro lungo. Come vi ho spiegato prima il tutto è immerso nel verde, quindi col calare della sera, sembrava di camminare in un bosco poco e male illuminato. Se siete un minimo fan del Giappone come me, capirete benissimo da soli come quella fosse l’atmosfera perfetta per vedersi spuntare davanti bakemono e yurei. In alcuni momenti c’era davvero da farsela sotto! Ma è stata un’esperienza magica! Un’esperienza che vorrei ripetere in primavera, quando i ciliegi fioriti ovunque rendono il tutto ancora più magico!!

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Meiji Mura non è facilmente raggiungibile, non so neanche se ci siano dei bus che arrivano sin lì, forse no, ma nonostante tutto, oggi un consiglio ve lo vorrei dare. Se vi trovaste in Giappone,  nella zona di Nagoya e voleste passare un pomeriggio un pò nostalgico, rilassati nel verde a perdervi nella bellezza, beh io personalmente questo posto ve lo consiglio vivamente! 😉

Alla prossima 😉

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Questa era una piccola installazione che si trovava in una delle valli ed in cui si poteva giocare con le luci 😉
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Welcome back!

Esatto, esattamente come scritto nel titolo del post “Welcome Back”. Bentornate giornate corte (che non so mai se mi piacciono davvero o no xD), bentornate maglie a maniche lunghe, felpe, bentornate sciarpine e sciarpone!

Ma soprattutto bentornata voglia di caffè caldo al mattino per scaldare le mani gelide, al naso ed alla punta delle orecchie che mi fanno subito male da quanto si ghiacciano, ai profumi di foglie secche e di cucina.

Questo paese infatti, in quanto praticamente tropicale, in estate si ricopre di una pesantissima cappa che soffoca tutto. Non senti nulla, profumi, puzze, niente. Solo umidità, tanta maledettissima umidità. E quando uscendo dalla metro o da casa ti accorgi di sentire magari il profumo del cafe all’angolo, della vicina che cucina la cena, anche del parrucchiere davanti a cui cammini, ti rendi conto che finalmente l’aria è secca. Che finalmente è arrivato l’autunno e questo paese diventa diverso. È come se assieme alle foglie che ingialliscono divenendo poi lentamente rosse, ingiallisse anche tutto e quella patina d’autunno ti fa stare bene! (Almeno a me :D)

Poi certo, vedere le luminarie di Natale e sentire Jingle Bells sparato a palla ai primi di novembre un pò ti destabilizza eh….ma in definitiva, ho sempre amato l’autunno e l’inverno  e continuo ad amarli ancora, anche qua!!

Bye Bye estate, welcome back Fall ♡

Poi certo, se dovesse nevicare o piovere gelato mentre io andrò a lavoro, odierò di sicuro tutto, ma al momento meglio tenersi stretti questi sentimenti felici 😀

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Egg Pan

Oggi come al solito avevo una di quelle giornate in cui volevo provare qualcosa. Ho un sacco di uova a casa e quindi, ne sono usciti fuori panini all’uovo assolutamente ottimi!! Morbidi e adatti praticamente a qualsiasi tipo di farcitura, sono secondo me perfetti per i compleanni dei bimbi!

Ecco quindi la ricetta! Questa per circa 8 panini.

Ingredienti:

  • 250 gr di farina per pane
  • 35 gr di zucchero
  • 4 gr di sale
  • 5 grammi di lievito di birra in granuli
  • 30 ml di latte
  • 1 uovo
  • per 1 uovo 120 ml di acqua tiepida.

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Cominciamo!!

Prendete una ciotola non troppo grande e mettete assieme lievito, zucchero e acqua, lasciando qualche minuto per far si che il lievito si “attivi”. Intanto mischiate farina, sale e latte mescolando leggermente.

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Quando il lievito avrà fatto la schiuma, e quindi sarà attivo, aggiungete anche quello ed impastate. Solo all’ultimo mettete l’uovo (possibilmente a temperatura ambiente!) ed impastate bene fino ad ottenere una palla morbida e liscia.

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Trasferite in una boule, coprite con pellicola e un panno e, dopo aver scaldato il forno a circa 50/60º, mettete a lievitare per 50 min a forno chiuso e spento. La pasta dovrebbe raggiungere il doppio del volume iniziale.

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Passati i 50 min, tirate fuori la pasta e dividetela in palline più o meno simili che poi poggerete su di una leccarda  coperta da carta da forno. Scaldate di nuovo il forno, sempre a 50/60º e stavolta lasciate lievitare per 40 min. (Sempre forno spento e chiuso)

Alla fine togliete dal forno, scaldatelo e cuocete a 180º per 15 minuti circa. Una volta pronti farcite con quello che preferite e buon appetito!!

 

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ps: io stavolta ho provato a farli senza sale e sono lo stesso fantastici!! ♡

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Change

Una domanda facile facile. Cosa rende un giapponese più giapponese agli occhi del mondo? Oltre alla precisione, o al fare le foto a qualsiasi cosa vedano, cos’altro fa un giapponese tale? Ci siete arrivati??

Si esatto! Una bicicletta!! Ora non so se è solo una mia impressione in effetti, ma di sicuro nel mio immaginario e in quelli di molti che conosco, un giapponese non lo è davvero senza una bicicletta sotto le chiappe! E quindi eccomi qui, ad essere ufficialmente diventata una giapponese!!

Vi presento la mia bellissima nocina di cocco xD la mia bimba, la mia nuovissima biclicletta tutta fashion! Utile, buona per la salute e soprattutto portatrice di cambiamenti.

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Già, c’è aria di piccoli e grandi cambiamenti nella mia vita e come al solito la mia mente non li accetta, mentre la prospettiva si fa sempre più reale i pensieri corrono, le paure e le angosce si fanno più grandi di me e mi schiacciano in quell’angolo buio da cui spesso credo di non saper uscire.

Non ci riuscirò mai, per quanto mi sforzi, non sapeò mai frenare i pensieri e non saprò mai accettare teoricamente i cambiamenti. So affrontarlo con forza e determinazione ma al pensarci mi ritrovo a piangere terrorizzata. Sono proprio una strana persona…felice di non essere sola.

Passerà anche questa, com’è passata tante volte e mi butterò tutto alle spalle tornando a sorridere. Per il momento mi rilasso con un pizzico di dolcezza, sperando di zittire per un pò quella mente che mi urla nelle orecchie.

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